Case Study: cosa fare se l’azienda è in crisi di liquidità

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finanza aziendale
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Come l’azienda può affrontare la crisi di liquidità: esempio pratico

Si parla sempre più spesso di aziende in crisi di liquidità, vale a dire, aziende che a causa di valutazioni errate nella gestione dei flussi finanziari e di rapporti sbagliati con i fornitori e gli istituti di credito, si trovano a secco di denaro contante o altri beni monetizzabili a brevissimo termine. 

Esempio pratico per capire come affrontare la crisi di liquidità di un’azienda del settore turistico e ricettivo

L’azienda XY Srl di Pescara lavora da anni nel settore della ricezione turistica ed è una delle aziende più accreditate della provincia, potendo contare, tra gli altri, su un parco clienti storico, ottimi rapporti con fornitori e banche e beni immobili di proprietà.

Negli ultimi tempi, però, i titolari dell’azienda hanno iniziato a risentire della crisi generale che si è tradotta nella perdita di alcuni clienti, in un calo generale del potere di acquisto e in fornitori meno elastici del passato.

La situazione finanziaria dell’azienda è peggiorata tra il 2009 e 2010, quando l’Istituto Bancario principale con la quale l’azienda lavorava (e con il quale i titolari contavano un rapporto storico che risaliva ai nonni dei titolari che gestivano all’epoca un piccolo ristorante) ha preteso l’immediato rientro dalla metà dei castelletti.

La soluzione prospettata per prevenire l’imminente crisi di liquidità aziendale

Cosa potevano fare  i titolari dell’azienda XY per ridare la necessaria linfa finanziaria e di liquidità evitando così l’imminente crisi di liquidità?

Il nostro intervento generale di controllo di gestione e rating aziendale ha fatto luce sui seguenti fattori: situazione patrimoniale, situazione economico – finanziaria e situazione relativa ai clienti.

Il nostro studio ha così evidenziato il seguente output:

  • L’azienda può contare su una situazione patrimoniale in salute con indici di stabilità patrimoniale positivi, grazie anche a diversi immobili di proprietà.
  • L’azienda non utilizza a regime o non utilizza affatto alcuni immobili e l’analisi degli indici finanziari evidenzia una sofferenza che incide negativamente sul grado di solvibilità a breve.

Cosa significa nella pratica?

In pratica l’azienda non ha accesso al sistema dei finanziamenti delle banche, necessario per affrontare gli impegni di ammodernamento della struttura, a tassi agevolati. Ammodernamento che servirebbe a rendere la struttura più competitiva e appetibile per la nuova clientela e generare, di conseguenza, nuove fonte finanziarie.

Crisi di liquidità: la nostra soluzione pratica per l’azienda

Ecco il piano di intervento mirato sull’equilibrio finanziario dell’azienda:

  • Vendita di alcuni terreni di proprietà al valore di mercato + 20% rispetto alle svalutazioni. 
  • Valutazione del patrimonio immobiliare e messa a reddito delle proprietà strategiche.
  • Rilancio di un’attività commerciali di interesse e contestuale dismissione di un’altra attività non più redditizia, secondo le indicazioni emerse in occasione del controllo di gestione operato.
  • Investimento delle risorse liquide, così svincolate, in interventi di miglioramento e ammodernamento tecnologico della struttura ricettiva principale.

Dopo la crisi di liquidità un nuovo inizio per l’azienda

Nel primo trimestre del 2011 l’azienda ha raggiunto i seguenti obiettivi:

  • Allocazione delle risorse immobiliari in modo più redditizio ed efficiente.
  • Riequilibrio della situazione finanziaria.
  • Maggiore offerta di servizi ai clienti e maggiore competitività sul mercato.
  • Rinnovato parco clienti.

Spesso gli strumenti di gestione ordinaria sono insufficienti per uscire fuori da una crisi di liquidità e possono generare una problematica situazione di stallo se non affrontati per tempo. Ecco perchè è importate intervenire prontamente e non rimanere a guardare!