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Il brevetto e il diritto di autore: la differenza in termini di tutela, cosa scegliere in caso di software e come si ottiene il copyright.

L’esigenza di tutelare le idee elaborate attraverso un software con uno strumento legale adeguato, capace di ripagare tempo e denaro impiegato, è nata sin dagli esordi di questo tipo di economia. Tra la scelta di applicare al software il copyright piuttosto che il brevetto, si preferì tutelare il software come un’opera dell’ingegno, equiparabile ad un testo scritto o a un canzone per intenderci.
Già negli anni settanta, soprattutto negli USA, si comprese però che questa forma di protezione non era più adeguata, perché non garantiva alcuna forma di “esclusiva” che, invece, conferisce valore al software per l’aspetto innovativo ed inventivo.

L’evoluzione della normativa del diritto d’autore

La situazione attuale è che, mentre tutti i programmi sono tutelati dal copyright, solo i software in grado di risolvere in modo innovativo un problema tecnico sono anche brevettabili.

Questa differenza comporta alcune sostanziali differenze.

Differenze tra il Brevetto ed il Copyright

La differenza tra la protezione offerta dal copyright e quella offerta dal brevetto è sostanziale ed è riconducibile alla questione del reverse engineering: vale a dire la possibilità di realizzare un nuovo programma che abbia un funzionamento analogo, in alcuni casi migliorando o aumentandone l’efficienza, senza copiare nulla del programma originale.

Il Copyright: quale Tutela Garantisce

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Il copyright tutela un software al pari di un’opera letteraria, vale a dire in sostanza per il modo in cui è scritto il codice.

Qual’è la conseguenza di questa tutela?

Il risultato del copyright è che se il codice è diverso, vale a dire il modo con il quale è scritto il programma, ma la funzione ed il risultato che si ottiene è il medesimo, non si ha alcuna violazione di copyright. Il copyright permette di operare il “reverse engineering” ed è il reale il motivo per cui piace agli sviluppatori indipendenti e poco alle imprese che, in questo modo, non si vedono adeguatamente tutelate.

Il Brevetto: quale Tutela Offre

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Il brevetto tutela il software purché sussista un effetto tecnico espressa sia come sequenza logica delle fasi che esegue sia espressa come algoritmo.

Vale a dire come una serie di fasi da seguire, scritte l’una di seguito all’altra, dalla quale si ottiene il programma vero e proprio attraverso la fase di “codifica”, che è la fase di scrittura dell’algoritmo attraverso un insieme ordinato di istruzioni scritte in un qualche linguaggio di programmazione che specificano le azioni da compiere.

Infatti, una volta redatto il diagramma di flusso, il programmatore scrive il codice sorgente con un linguaggio di programmazione che sarà poi tradotto in codice oggetto, che è sostanzialmente la traduzione del programma in linguaggio macchina.

Le Fasi brevettabili di un software

In un software, è brevettabile il principio alla base del programma, non il suo codice sorgente o oggetto, che può anche non essere stato ancora creato ed è del tutto indifferente il linguaggio in cui sarà redatto.Il codice sorgente ed i listati, vale a dire l’elenco delle istruzioni, in ogni caso anche se esistenti, non devono essere depositati con la domanda di brevetto perché possono solo costituire oggetto di copyright.

Conclusioni sulla brevettabilità di un software

E’ possibile brevettare una nuova soluzione tecnica che risolve in maniera inventiva, non ovvia e nuova rispetto allo stato d’arte (vale a dire tutto quello che risulta noto e accessibile al pubblico fino a quel momento) un problema tecnico.

Ecco alcuni esempi pratici

Non è brevettabile un programma che elabora delle immagini, ma è brevettabile un algoritmo che permetta, in maniera originale e innovativa, le immagini provenienti da un telescopio, aumentando la risoluzione e la qualità delle immagini stesse.

Un software per essere brevettabile deve possedere carattere tecnico, deve essere in grado di produrre un effetto tecnico ulteriore rispetto alla normale interazione fisica tra programma ed elaboratore. Un effetto può  essere esterno: il software dirige con un computer un processo industriale per il controllo dei freni in un automobile. In alternativa l’effetto può essere interno: quando il programma determina un diverso funzionamento del computer stesso.

Il copyright di un software: come si registra

Il copyright si ottiene automaticamente con la creazione dell’opera e del materiale intellettuale stesso. Spesso, per ragioni economiche e di paternità dell’opera, è possibile depositare l’opera presso l’ufficio competente della SIAE, la Società Italiana degli Autori e Editori.

Il software con carattere creativo ed originale deve essere depositato presso il Registro Pubblico per il software dall’autore, persona fisica che ha creato il programma, o dai coautori. All’autore spettano i diritti morali e i diritti di sfruttamento economico.

La registrazione, la cui richiesta va compilata sull’apposito modulo 349 fornito dalla SIAE, è prevista per i software pubblicati e deve essere accompagnata dal deposito di un Cd-rom contenente il programma.

La registrazione del programma non è obbligatoria, ma è facoltativa per chi ha interesse economico a sfruttarne la paternità.

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