Imu sulla prima casa: si può abolire?

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Imu, ovvero la tassa meno amata dagli Italiani: è possibile abolirla?

L’Imu,  l’Imposta Municipale sugli Immobili, da poco introdotta nel sistema tributario italiano, si calcola sulla componente immobiliare del patrimonio quali fabbricati e terreni agricoli, compresa la prima casa e le sue pertinenze.

Perché l’Imu è  oggetto di critiche e discussioni politiche?

L’Imu non fa alcuna differenza tra ricchi e poveri e si basa principalmente sulla rendita catastale che ha il limite di non aver alcun legame con il valore reale dell’immobile e con il reddito del proprietario dell’immobile.  Contravvenendo, tra l’altro, ad una delle norme costituzionali, di cui all’art.53, per il quale sussiste l’obbligo della progressività della tassazione con la reale capacità contributiva del cittadino.

Ecco spiegato i motivi per i quali cittadini e larga parte della classe politica sono schierati contro un’imposta che, nella realtà, non tiene conto delle reali capacità di famiglie e imprese di fronteggiarne gli esborsi, e che, di fatto, rosicchia una capacità di spesa già provata dalla crisi economica in corso.

Da alcune parti politiche si è così profilata l’ipotesi dell’abolizione dell’Imu, tema molto vivo considerando che il 17 giugno è la prossima scadenza della prima rata.

Prospettiva prontamente respinta da Banca Centrale d’Italia e Ministero dell’Economia in quanto impraticabile, a meno che non si riesca a trovare un’altra copertura extra.

Uno sguardo  alla situazione reale

Il dibattito politico in tema di Imu è così alquanto spinoso perché si parla di abolire la tassa, renderla più equa o, in alcuni casi, restituire quanto pagato nel 2012, ricorrendo al rimborso tramite emissione di Bot ad hoc.

La realtà è che, mentre la classe politica discute sul da farsi, alcuni Comuni hanno varato l’aumento delle aliquote in ottemperanza alle disposizioni del decreto sugli Enti locali del precedente governo Monti, secondo le quali i sindaci con bilanci in forte dissesto hanno l’obbligo di aumentare fino al massimo consentito, le aliquote dell’Imu e le addizionali Irpef.

Se consideriamo che tra i Municipi si annoverano grandi centri urbani come Napoli, Roma, Palermo e Torino si comprende come un’abolizione degli incassi dell’Imu sulla prima cassa sia ancor più impraticabile, perché lascerebbe alcuni Comuni in una situazione tutt’altro che gestibile.

Non rimane che attendere con ansia e capire come il neo – Governo affronterà la questione per uscire fuori da quello che si preannuncia per il 2013 un  vero e proprio impasse fiscale, considerando che al problema dell’Imu si aggiungerà quello della Tares, l’imposta in tema di gestione dei rifiuti, e dell’Iva che scatterà tra una sessantina di giorni.

 

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